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Un deposito dello stabilimento Piaggio
di Pontedera
Quindi ecco l'affermarsi della Vespa come mezzo per fare del turismo,
nell'indicarci delle mète di viaggio, appartenere ad un gruppo. Difatti
il mezzo fu utilizzato in quegli anni proprio nel turismo e nello sport.
Nel turismo per giungere a delle mète che
sembravano inverosimili e nello sport per adattare quel mezzo alle
competizioni inizialmente semplici, ma poi sempre più impegnative per
poter gareggiare nelle corse di velocità, a quelle di Regolarità, ai
Raid ed ai Rally. Un movimento che si cominciava ad ingrossare
intorno a questo mezzo che ispirava simpatia e con il quale si andava
bene, sia da soli che in gruppo. In quegli anni, per partecipare alle
competizioni, furono
creati dei modelli Vespa speciali, come la
«6 Giorni». Da sottolineare
l'impegno nei record con la
Vespa da Record del chilometro lanciato sulla Pista di Montlhéry ed
un altro grande e prestigioso record a oltre 171 km. orari realizzato da Mazzoncini sulla Roma-Ostia nel 1951.

Vespa 125 con sidecar anno 1952
I progettisti, con a capo D'Ascanio ed uno staff di ingegneri e
tecnici, avevano lavorato su questo scooter per portarlo a traguardi
veramente particolari. Questa continua serie di esperienze e studi si
sarebbero poi concretizzati negli anni successivi con l'applicazione di
tecnologie migliori. L'aumento della cilindrata a 150, per arrivare al
modello 150 Gran Sport, rappresenta ancora oggi un bell'esemplare di
scooter sportivo. È visibile quindi il trasferimento nella produzione di
serie di tutte quelle esperienze tecniche provenienti dallo sport. In
quegli anni la motorizzazione su due ruote era prevalentemente su Vespa
ed essere un utente vespista era qualcosa in più, ieri come oggi. A
conferma di questo, ricordiamo che la Vespa è stata
prodotta in molti milioni di esemplari ed esportata in quasi tutte le
parti del globo.
Immagini e testi : www.vespaclub.it
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